Il vero motivo per cui il 90% dei trader perde soldi
Daniel Totò
2/23/20263 min leggere


Quante volte avete sentito la frase “il 90% dei trader perde”
Di solito la leggiamo in piccolo nelle note dei broker o negli avvisi di rischio, ma quella percentuale non è buttata lì a caso. Nasce dai dati reali dei conti dei clienti retail che fanno trading con strumenti a leva. La parte interessante non è tanto il numero in sé, ma capire perché così tante persone finiscono in quella statistica.
Se togliamo le scuse comode tipo “il broker mi ha cacciato lo stop” o “il mercato è truccato”, il motivo per cui il 90% perde gira sempre intorno alle stesse tre cose. La maggior parte entra senza una vera formazione, non ha un edge definito e usa la leva senza capirla davvero.
Molti scoprono il trading da un video, una pubblicità o un amico. Aprono un conto con pochi soldi, scaricano la piattaforma, iniziano a cliccare buy e sell copiando idee da social o gruppi. Senza una base solida finiscono per fare operazioni senza sapere davvero cosa stanno comprando o vendendo, quanto stanno rischiando su ogni trade, perché mettono uno stop da una parte invece che un'altra. Spostano lo stop perchè non accettano di perdere e tentano la fortuna, aumentano la size quando sono in perdita per recuperare prima.
Ricorda: non è il mercato che ce l’ha con te, è che stai giocando una partita senza conoscere bene le regole.
Poi c’è il tema dell’edge. In teoria tutti dicono di avere un vantaggio, nella pratica pochissimi saprebbero spiegarlo in modo chiaro. Un edge significa che, su una serie lunga di operazioni, il tuo modo di fare trading ha un’aspettativa positiva dopo costi e commissioni. Se chiedi a molti trader quali sono le loro condizioni precise di ingresso, che stop medio usano, che rapporto rischio rendimento cercano e che percentuale di operazioni deve andare a target perché il piano abbia senso, spesso non c’è una risposta chiara. Si passa da una strategia all’altra e da un mercato all’altro. Un mese solo price action, un mese con indicatori "magici", un mese order flow, sempre alla ricerca della cosa che “funziona meglio” solo perché lo ha visto su TikTok. Senza un metodo strutturato e misurato nel tempo non c’è edge, c’è solo alternanza di momenti buoni e periodi in cui il conto lentamente si assottiglia.
L’ultimo pezzo del puzzle è la leva. Nei documenti ufficiali la trovi citata ovunque come uno dei motivi principali per cui i clienti retail perdono soldi velocemente. La leva permette di controllare una posizione molto più grande del capitale sul conto, ed è proprio questo che la rende attraente. Con poco margine puoi muovere importi che altrimenti non potresti permetterti. Il problema è che la leva amplifica tutto, sia profitti che perdite. Se hai un conto piccolo e usi size troppo grandi, sei costretto a mettere stop strettissimi, vieni buttato fuori dal rumore normale del mercato, ti agiti, inizi a fare overtrading e in poche operazioni puoi bruciare una parte enorme del capitale. Non perdi perché la leva è “cattiva in assoluto”, perdi perché la stai usando quando non hai ancora un metodo solido e una gestione del rischio coerente.
Quando metti insieme questi tre elementi la percentuale del 90% smette di essere un mistero. Una persona entra nel trading senza vera formazione, non costruisce un approccio con un vantaggio misurabile e usa la leva come scorciatoia per accelerare i risultati. Messa così, è quasi inevitabile finire nella statistica.
Lo scopo di questo articolo non è dire di non fare trading o che sia riservato a pochi eletti. È ricordare che, se vuoi provarci seriamente, il minimo è lavorare proprio su questi tre punti. Formazione reale, non solo clip veloci sui social. Un metodo strutturato e testato che ti permetta di capire se hai davvero un edge oppure no. Una gestione del rischio in cui la leva è sotto controllo e non sempre al massimo consentito dalla piattaforma. Non esiste nessuna garanzia di successo, ma è l’unico modo onesto per non entrare automaticamente in quel 90% senza averci nemmeno provato con criterio.


